E’ TUTTI I GIORNI CARNEVALE…

Cari lettori, caro Go, cara Yakko,

come va la vita dopo i bagordi festivi?
Qui si soffre il freddo e forse un po’ di più.
Presento qui un revival del lontano Marzo 2010, ma ci pensavo stamattina, è un discorso valido sempre, non solo dopo il mercoledì delle ceneri.
E vale per tutti, me inclusa :)Alcune volte anche io partorisco pensieri semiprofondi, che non coinvolgono nè il McDonalds e le carni ivi smerciate, nè il fatto che un luogo in cui cibarsi abbia il nome così bimbominchiesco, tipo “Piadina4U”, che io continuavo a chiamare “Piadina Quattro U” e non riuscivo a capire dove fossero le quattro U, prima di capire che in realtà era “For You”. Va bè, sto divagando.

Insomma, a chi non è mai capitato di rifugiarsi dietro ad una maschera per paura di essere giudicato, per timore di sembrare se stesso, con il dubbio di non piacere agli altri? Chi non si è mai sentito inferiore, senza avere ben presente nemmeno il vero volto di chi lo fronteggia, di chi tiene tanto in considerazione, quasi fosse un semidio in terra, pronto a infondere di caldo piacere la vita insignificante di ognuno di noi?
Tutti abbiamo una maschera. Magari coi merletti, magari di Pulcinella, magari semplicemente bianca ed insignificante. Tutti abbiamo bisogno, senza sapere nemmeno perché, razionalmente, di voler sembrare diversi, sia in bene sia in male. Ma perché, questo?
Tutti diremmo che la cosa migliore è essere se stessi…Allora perché, almeno una volta nella vita, non lo siamo stati?

E’ bello avere degli obiettivi, è bello voler migliorare, ma per forza essere qualcun altro? Per forza fingere di essere più accattivanti ed affascinanti, per poi mandare in pezzi in un attimo il sogno di essere se stessi, di essere qualcuno? Magari non c’è bisogno di sembrare il più brillante, il più pignolo, il più serio, il più pazzo, il più interessante, il più fascinoso, il più intrigante…il migliore. Perchè un migliore non esiste. Come non esiste un peggiore.

Allora, gettiamo via le maschere e mostriamoci pienamente noi, senza timori, senza paure. Se ci apprezzeranno, ben venga. Se ci giudicheranno male, ripartiamo dagli errori, ricostruiamo. Noi siamo i migliori ingegneri di noi stessi. Noi possiamo costruire e progettare, lasciando che la fantasia abbia un ruolo importante, sì, ma che non prenda il sopravvento.

Gettiamo le maschere all’aria, noi siamo più belli così come siamo, senza necessità di celare i nostri bei faccini dietro pizzi, merletti, plastica, coccio.

Gettiamo le maschere e il mondo ci sorriderà.