Ode alla vespa

Dopo mesi e mesi passati a liberare vespe nate in casa, a cercare di non ucciderle, per evitare che il fragile ecosistema subisse ulteriori sconvolgimenti, mi ritrovo a raccogliere il cadavere di una piccola vespa vasaia (quelle lunghe, magrissime, che hanno una specie di coda enorme, che in realtà sono le loro zampette) che si era incastrata tra le trame della zanzariera nel vano tentativo di spiccare il volo in libertà.

Mi è dispiaciuto moltissimo, soprattutto perché queste vespe son completamente innocue per l’uomo (e per il mio cagnolino pauroso).

Ho deciso di dedicarle poche righe come encomio funebre e di gettarla nel water, visto che so che l’odore delle vespe morte attira altre vespe.

“oh sorella vespa, giovane corpo sottile, ancora non ti eri sviluppata, eri nel pieno della tua giovinezza nera, senza strisce gialle a riempire il vuoto del tuo cuore. Ci lasci così, come velocemente giungesti in questa stanza, malcapitata! Oh sorella vespa, ti fu fatale incappare in casa Gnu, mentre si studiavano le proteine, di cui le tue membra sono composte interamente. Riposa in pace, giovane vespa.Image
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